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Non concordiamo ma non chiudiamo gli occhi Le unioni libere e i single A seguito di questa profonda evoluzione è diminuito il numero dei matrimoni (90.000 in meno nel 1987 rispetto agli anni Sessanta), mentre si è costantemente accresciuta la percentuale di quelli celebrati solo civilmente (dall'1,2% sul totale negli anni Sessanta al 15% degli anni Novanta); si è innalzata l'età al matrimonio ed è diminuito il numero dei figli; sono aumentate - anche se meno che in altri paesi europei - le unioni libere, cioè le coabitazioni e le convivenze di giovani e adulti non sposati, così come è cresciuta la percentuale di separati e divorziati. Negli anni più recenti si è inoltre fortemente abbassato il numero medio dei componenti per ogni nucleo famigliare, non solo perché si fanno meno bambini, ma perché ci sono sempre più coppie senza figli (19% del totale) e sempre più persone anziane, soprattutto donne, che vivono da sole. Nuove e complesse questioni etico-giuridiche Esistono insomma, accanto alle famiglie "classiche", che rappresentano pur sempre la maggioranza, famiglie composte da un solo genitore con i figli (1.560.000 famiglie nel 1987), da coniugi senza figli, da coppie con figli provenienti da unioni precedenti, da single giovani e anziani, da coppie omosessuali, e così via. Il concetto di famiglia si è quindi allargato a comprendere più situazioni, che spesso non trovano adeguato riconoscimento giuridico (come le convivenze) e che pongono problemi del tutto nuovi al legislatore. Basti pensare, per esempio, alle complesse questioni giuridiche e morali implicate dalle moderne tecniche di fecondazione artificiale, che vengono in soccorso delle coppie che non riescono ad avere bambini, e che suscitano dibattiti infuocati sulla legittimità a farvi ricorso da parte delle coppie non sposate. Famiglie di fatto o di diritto, allargate o ristrette, laiche o religiose, con figli nati da unioni diverse o da uno stesso matrimonio, sono comunque tutte accomunate da una intimità dei rapporti tra genitori e figli e tra gli stessi coniugi impensabile cent'anni fa, quando ancora vigevano, tra i componenti della famiglia, relazioni di tipo asimmetrico, fondate sull'autorità del padre, cui i figli davano del "voi" e cui la moglie doveva obbedienza. Oggi, invece, all'uguaglianza dei diritti e dei doveri tra i coniugi si accompagna una grande sensibilità per quanto attiene la responsabilità educativa nei confronti dei figli, spesso figli unici sui quali si riversano l'affetto e le aspettative dei genitori: a tal punto che i figli prolungano sempre più la loro permanenza nella casa paterna, rinviando il più possibile l'ingresso nel mondo degli adulti autonomi.
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